A cura di Stefano Gentili

 le cose accadono anche senza di noi accadono ma le reazioni ad esse fanno parte delle nostre libertà

Da chi dipende?

Siamo noi o gli altri a determinare il nostro destino? Siamo noi che possiamo controllare gli eventi o sono gli eventi che ci controllano?

E' una domanda che almeno una volta ci siamo posti e alla quale tutti noi abbiamo dato la nostra personale risposta. Una risposta che dipende però da come ci siamo posti rispetto a noi stessi e al mondo che ci circonda in quel preciso momento.

Molte persone credono che gli eventi che li coinvolgono siano causati da forze incontrollabili (fortuna, destino, gli altri). Altri credono invece che con le proprie capacità si possa influire sugli eventi che riguardano i diversi aspetti della loro vita.

E' indubbio che il modo di vedere le cose influenza il modo di affrontarle, tant'è che chi pensa che molto dipenda dalle proprie capacità ha una mentalità maggiormente proattiva e determinata, di contro chi pensa che tutto dipenda da altro al di fuori di lui, probabilmente evita di investire energie che poi crede si disperderanno. Se credo che i risultati dipendono in buona parte da me e che posso cambiare le cose o comunque affrontarle per provare a determinare un altro scenario, certamente mi darò da fare.

Allora come passare da Dipende da altri a Dipende da me?

Se non ho sviluppato delle difese rispetto ai fallimenti forse è bene che inizi a farlo ora. Come per l'Ave Maria dopo una confessione di colpa, diciamo a voce alta "stavolta è colpa mia" Sbagliare o perdere non mi rende peggiore. Inizialmente farà male ma poi ci si abituerà a comprendere che non possiamo sempre avere successo. Quello che accade è sempre meno tragico di come si immagina. Il nostro cervello se deve affrontare degli ostacoli, sa sempre come fare. Siamo noi che lo indirizziamo verso percorsi in salita o in discesa. Dire che la colpa è dell'altro ci elimina il senso del fallimento ma non ci permette di cambiare le cose in meglio. Dunque ci fa ottenere sempre la stessa cosa che abbiamo sempre ottenuto. Se vicino abbiamo dei "giudici" che giocano al tribunale e ci giudicano sempre per quello che facciamo, ragione o non ragione che abbiano, mandiamoli in ferie. Essere criticati non è un male, male sono le persone che non sanno criticare. Alcuni di noi imparano ad essere colpevoli anche se non lo sono. Perché?  Per far giocare qualcuno che ha imparato il gioco del giudice. Altri giocano a fare i complici. Perché? Per far giocare qualcuno al gioco del Protagonista. Altri dicono sempre che ci si sono trovati. Perché? Perché hanno paura di essere Determinanti e forse hanno fatto giocare qualcuno al gioco del Tu non sei mentre io Si. E poi dire che "a me mi dice sempre male" fa allontanare chi ti sta vicino. Chi di noi preferisce un mortorio ad una festa divertente, alzi la mano.

Volevo un'altra vita

Chi di noi non ha pensato almeno una volta.. "ah se potessi tornare indietro...io..".

Beh, con tutta la più buona volontà, il ritorno al passato è impossibile o quantomeno con le nostre capacità attuali curvare lo spazio e il tempo, fino a ritornare nuovamente all'attimo prima in cui un evento stava per accadere, oggi è pura fantasia.

Io credo, però, che molti di noi diano per scontata questa non possibilità, ma nessuno o almeno solo in pochi, si chiedano perché.

I motivi risiedono in molte leggi naturali.  alcuni di questi principi sono:

  • Universalità: noi facciamo parte di un tutto universale e ogni nostra decisione, routinaria o straordinaria che sia, una volta presa e messa in atto, cambia a catena tutti gli eventi. Questo vuol dire che da soli non possiamo tornare indietro nel passato ma tutto l'universo di cui facciamo parte ci dovrebbe accompagnare in questo viaggio a ritroso. E la vita non ha rewind
  • IA seguire: l'entropia. La possiamo definire come il "grado di disordine" di un sistema. L'universo è in espansione, va avanti, sembra non essere  in contrazione. Così' come un pomodoro cucinato non ritorna integro e qualora fosse possibile, tutto lo dovrebbe accompagnare in quel viaggio a ritroso. Circa 14 miliardi di anni fa l'universo è nato e si è evoluto e continua solamente ad andare avanti. Una volta che un processo si è attivato sia l'energia che la materia si sono trasformate e hanno dato luogo ad altro. Arthur Eddington fece la famosa affermazione che il rimescolamento di materia ed energia è l'unica cosa che la natura non può annullare.

Ecco allora che ogni atto della nostra vita, fatto di energia e materia, non può essere replicato nello stesso "spazio / tempo che fu", ma anche se replicabile , lo sarebbe solo in un diverso tempo/spazio. Le conseguenze di quella decisione primaria, oramai hanno prodotto un nuovo disordine.

Morale

Prima di fare qualcosa pensiamoci bene che indietro non si torna.